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La TV del drago

06/07/2014
By Paolo Venturi in tv libere

La storia i Telesanterno prende avvio nella primavera del 1974, a Casalfiumanese in via Montanara 90, nella tavernetta dell’abitazione di Tonino Ronchi, radioamatore, commerciante di elettrodomestici, con il “pallino” per la televisione

Quello quì sopra è l’incipit della ricostruzione della storia di Telesanterno che Alessandra Giovannini fà nel suo ottimo libro: Radio tele Ricordi – Storia delle radio e televisioni private ad Imola. Naturalmente testo consigliatissimo 🙂

 

Telesanterno

 

Secondo me i radioamatori furono una delle forze trainanti la rivoluzione radiotelevisiva italiana. Gente curiosa e con passione, gente di sbuzzo, che sapeva cavarsela con poco facendo afidamento al surplus, anche militare, all’autocostruzione ed ad una grande conoscenza ed inventiva. Telesanterno, come tante altre, è dunque nata grazie ad una di queste persone. Viva l’ARI !

Chi finanziò però l’emittente e le permise di iniziare a diventare un business serio fu Domenico Berti, a capo della “ricca” Ceramica Santerno. Dal ’76 all’83 Telesanterno fiorisce fino a raggiungere la notevole cifra di più di un milione di telespettatori quotidiani. Vasta è l’autoproduzione (non si può non citare “Ed è subito sabato” con l’immarcescibile Daniele Piombi alla conduzione e Giampaolo Gulmanelli alla regia) e potenti i mezzi tecnici.

A quello che sarà riconosciuto come il culmine dell’ascesa dell’emittente, il patron Berti ha però grossissimi problemi economici ed anche con la giustizia. L’emittente, pur con tale seguito di utenti, è dichiarata fallita.

Passano un paio di mesi di incertezza e nel dicembre ’83 entra come affidatario/gestore EuroTV, strappando il boccone alla lombarda Antenna 3 in cerca di nuovi lidi. Nell’85 la proprietà dell’emittente passa ad EuroTV che trasferisce gli studi a Castelmaggiore, periferia nord di Bologna, dove già c’era l’altra associata della zona, la bolognese Tele Centro.

Ma EuroTV non fa produzione, semplicemente compra e redistribuisce programmi alle associate e, naturalmente, gestisce la pubblictà. L’emittente perde spettatori ed anche la nuova direzione di Flavio Bighinati, ’86, non riesce a frenare la tendenza. Di buono c’è che una massiccia dose di televendite riesce a risanare i conti, ma naturalmente al prezzo di una svalutazione d’immagine. Anche il passaggio al circuito Odeon nell’88 non cambia la situazione.

Finalmente nel ’94 Telesanterno e le sue compagne, Tele Centro e la Ferrarese Telestense, riprendono a fare seriamente autoproduzione e i contenuti creati sono di qualità. L’impegno viene ripagato, si consolidano i 250.000 spettatori rimasti e si risale pian piano.

Oggi le tre emittenti sono sicuramente un punto di riferimento importante nel panorama televisivo di questa regione ma senza dubbio Telesanterno lo era molto di più ai bei tempi che furono.

L’importante è esserci, e rimanere ! Forza Telesanterno !

P.S. e il drago ? Boh, mi pare di aver letto che il drago del simbolo di Telesanterno sia quello di Bubano. Certo che pensare che le mitiche “terre di mezzo” siano in zona Imola è un po’ triste…

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